E' finalmente uscito il volume che riassume le esperienze, le canzoni, le storie e le procedure che ho raccolto in questi anni di applicazione della tecnica della Composizione Facilitata di Canzoni per la musicoterapia.
Il olume è edito da Armando editore e qui ho postato la copertina.
Buona lettura!
Bye
paolo alberto caneva
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09 febbraio, 2007
Songwriting e musicoterapia
30 luglio, 2006
Musicoterapia in rete
Per chi fosse interessato alla musicoterapia, per chi è operatore di musicoterapia. per chi vuole studiare musicoterapia o semplicemente sapere qualche cosa di più su questa disciplina, ricordo che il blog si è spostato all'indirizzo
http://blog.mtonline.it
Vi aspetto
bye
paolo
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25 marzo, 2006
Nuovo indirizzo blog musicoterapia
Il Blog di Musicoterapia si è trasferito qui
http://blog.mtonline.it
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19 marzo, 2006
Lunga assenza!!!
Eccomi finalmente: prestissimo potrò comunicarvi il link del nuovo blog di musicoterapia. Si: proprio così: si cambia. L'occasione è stato il trasferimento del sito www.mtonline.it ad un nuovo server e Matilde (la collega con cui gestisco il sito) mi ha stuzzicato con l'idea di accorpare con un sottodominio il blog e nello stesso tempo di sperimentare una nuova piattoforma: WordPress. La cosa mi ha piuttosto preso e così mi sono ritirato a fare un pò di sperimentazioni (a dire il vero non ancora finite) ed ormai ci siamo quasi. Domani o dopodomani vi comunicherò l'indirizzo del nuovo blog.
Portate pazienza.
02 marzo, 2006
Musicoterapia e politica
Si stà infervorando il dibattito sul forum del sito www.mtonline.it da quando è arrivata la notizia che la Legge Regionale sul riconoscimento della professione del musicoterapista è stata considerata anticostituzionale. In questo post del 18 novembre 2005, già avevamo espresso dei dubbi sull'esito della Legge visti casi analoghi precedenti. Ora la conferma: niente di fatto. La notizia, oltre all'ovvio rammarico, ha fatto da volano per riaprire interessanti discussioni sulle volontà politiche, e non, dei così detti "pezzi grossi" della musicoterapia. Chi fosse interessato può fare una capatina nel forum cliccando sul titolo del post.
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26 febbraio, 2006
Da una lacrima sul viso
Ho sempre sostenuto l'importanza di iniziare a ridere un pò sulla musicoterapia perchè ritengo che solo così potremmo farci finalmente prendere sul serio. C'è uno strano pregiudizio per cui credibilità e professionalità vadano di pari passo con l'assenza di sorriso, l'atteggiamento distaccato, l'espressione corrucciata, i paroloni difficili e via dicendo. A volte saper ridere di sè aiuta a ridimensionare l'idea che ci facciamo di noi stessi. Bene: visto che io ho una forte tendenza a sentirmi un quasi dio inizio a proporvi questo libro. "Da una lacrima sul viso...ovvero: come guarire i mali del cuore attraverso l'ascolto omeopatico delle 50 canzoni più deprimenti del pop italiano" è il titolo di un nuovissimo volume scritto da Paola Maraone e Paolo Madeddu e pubblicato da Kowalski la casa editrice di Gino&Michele. Di seguito riporto la esaustiva presentazione fatta da Sara Gambèro su Libero News reperibile nella sua veste grafica originale cliccando sul titolo del post.
Non tutto il male e la tristezza vengono per nuocere. Ovvero, anche la "melanconia" e il pessimismo di tante (troppe) canzoni italiane possono avere una finalità terapeutica.
Avete presente il principio di fondo dell’omeopatia, medicina alternativa sempre più diffusa e apprezzata? Alla base c’è il concetto di "similitudine" del farmaco (“similia similibus curentur”), cioè il fatto che le malattie possono essere curate con le stesse sostanze che le provocano e ne determinano i sintomi.
Ecco allora che secondo i due autori del libro “Una lacrima sul viso”, Paola Maraone e Paolo Madeddu in uscita in questi giorni, edito da Kowalski, le canzoni più deprimenti della storia della musica italiana possono diventare dei farmaci omeopatici ed essere utilizzate - a piccole dosi, s'intende - , come terapia per superare i momenti difficili.
Il libro, divertente e originale, con una prefazione di uno specialista del settore, il dj Linus, è strutturato in questo modo: ad ogni canzone deprimente è dedicato un capitolo, con la storia e le considerazioni sul brano e l’autore/i, la conseguente diagnosi del disturbo depressivo e la terapia (omeopatica-musicale) suggerita.
Generalmente consistente in canzoni antidoto che risollevino su il morale; a volte - omeopaticamente - dello stesso cantante, altre volte opposte e rallegranti. In pratica, una sorta di contrappeso, per ciascun brano, di un altro che ne attutisca l'impatto maniaco-depressivo.
Alcuni esempi di terapia? Per non uscire in cerca di Prozac dopo Amore che vieni, amore che vai di De Andrè, si consigliano Gocce di memoria di Giorgia. Per reagire a Ricordati di me di Antonello Venditti si può piombare a casa di una persona cara sgolandosi in Ci vorrebbe un amico. Mentre la straziante Poster di Claudio Baglioni andrebbe curata con Andamento lento di Tullio De Piscopo (“Show me show me the way, oh oh!”).
Secondo gli autori, la celebre Canzone di Marinella di Fabrizio De André rappresenta «uno dei momenti di massima perfezione della canzone depressiva italiana» («Questa di Marinella è la storia veraa/ che si gettò nel fiume a primaveraa...»).
Peggio ancora è il Battisti de I giardini di Marzo: ("L'universo trova spazio dentro me, ma il coraggio di vivere quello ancora non c'è"). In questo caso la diagnosi dei due scrittori, condotta partendo da Lutto e melanconia (1917) di Sigmund Freud, è impietosa: «Abbattimento, cessazione dell'interesse per il mondo esterno», nonché «perdita della capacità di amare, diminuzione della considerazione di sé», fino all'insorgere dell'impulso suicida.
E pure Francesco Guccini, in caso di potenziale depressione, non è certo indicato: si passa da i bambini di "Auschwitz", «passati per un camino...» al ferroviere proletario che si schianta con la Locomotiva dell'omonima canzone, fino a a "Canzone per un'amica", scritta "in morte di S. F." per un incidente stradale («Lunga e diritta correva la strada/ l'auto veloce correva/ non lo sapevi che c'era la morte quel giorno che ti aspettava, ma cosa hai pensato quando lo schianto ti ha uccisa, quando la vita è fuggita......).
E cosa dire dell’Ultimo bacio di Carmen Consoli, o di Dimmi che non vuoi morrire di Patty Pravo. Canzone in realtà scritta dal "Blasco" Rossi nazionale, presente nell’elenco anche con Ogni volta (Ogni volta che non guardo in faccia a niente e ogni volta che dopo piango/ogni volta che rimango con la testa tra le mani e rimando tutto a domani … ).
Per non parlare di Silvia che "non sa che Luca si buca", di Carboni, delle Sere nere di Tizano (tocca) Ferro o della Solitudine della Pausini di inizio carriera, precuramente pre Grammy.
Fiorella Mannoia, poi, è definita da Maraone e Madeddu come "La cantante che meritava l'apostrofo". (M'annoia). Claudio Baglioni è invece soprannominato “Agonia”, mentre Eugenio Finardi, con il suo Extraterrestre merita una diagnosi di disturbo schizotipico della personalità.
Alla fine del libro, c’è anche un divertente test per individuare la propria patologia e relativa cura omeopatica musicale. È diviso su 3 colonne: in una si individua il proprio disturbo (perdita dell’amore, panico, ombrosa disperazione, intensa rabbia, disillusione, ecc.). Nella seconda si deduce “probabilmente soffri di” (sindrome di abbandono, depressione schizoide, lutto e melanconia, ma anche “sei un bietolone”). Nella terza infine si individua la canzone deprimente del caso.
Curiosità: proprio Una lacrima sul viso, celebre canzone di Bobby Solo (nome decisamente in tema) che pure dà il titolo al libro, non è presente nella top 50 delle canzoni da depressione. Forse perché nonostante il "piantino" iniziale, parla non di abbandono o morte, quanto di un amore rivelato e ritrovato: "Una lacrima e un sorriso, m'han svelato il tuo segreto/che sei stata innamorata di me ed ancora lo sei./ Quella lacrima sul viso è un miracolo d'amore che si avvera in questo istante per me che non amo che te". E in mezzo a tanta tristezza, è sicuramente un messaggio di speranza.
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25 febbraio, 2006
Musicoterapia in televisione
Una settimana fa, per la precisione domenica 19 febbraio 2006, su Rai International è andata in onda la rubrica Cristianità. I temi affrontati nella puntata, nel giorno in cui la Chiesa rifletteva sulla pagina evangelica della guarigione del paralitico, sono stati: la carità verso i portatori di disturbi psichici, le cause delle malattie psichiche e la loro prevenzione, la fragilità delle nuove generazioni e i ritmi imposti dalla vita moderna, la musica come terapia dell'anima, la musica che guarisce, la musica per pregare e quella per amare. All'interno della trasmissione, largo spazio è stato dato alla musicoterapia in Conservatorio. Qualcuno ricorderà che all'inizio di dicembre anche nel nostro Blog in questo post comunicammo la notizia che vedeva finalmente l'approvazione da parte del Ministero dell'istruzione di due Corsi di Specializzazione in Musicoterapia presso il Conservatorio di Verona e il Conservatorio dell'Aquila. Padre Carlo Colafranceschi, già provinciale dei Padri Camilliani,
il maestro Bruno Carioti (nella foto in alto), direttore del Conservatorio de L'Aquila, e il prof. Massimo Casacchia, ordinario di Psichiatria presso l'Università degli Studi di L'Aquila e direttore della Clinica Psichiatrica, sono stati gli ospiti principali della puntata. Accanto a loro, la prof. Beatrice Gargano, docente del Conservatorio de L'Aquila (nella foto a lato) e la prof. Rita Roncone, Professore Associato di Psichiatria, Presidente Corso di Laurea Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica, Direttore del Centro per lo Studio dei Disturbi del Comportamento presso l'Università degli Studi de L'Aquila. Contestualmente, il gruppo vocale e strumentale "A. Casella" del Conservatorio de L'Aquila, diretto da Ezio Monti.
Cliccando sul titolo di questo post si accede alla pagina di Rai International on line e si può visionare la registrazione della puntata.
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