03 dicembre, 2005

Accordatura aperta: la chitarra in musicoterapia

Sono convinto che chi fa il musicoterapeuta debba avere molta dimestichezza con la grammatica e gli strumenti musicali. Per come la vedo io il musicoterapeuta è più vicino alla figura del musicante che del musicista, intendendo con il termine musicante...qualcuno che si muove con disinvoltura nel mondo dei suoni, degli strumenti, del canto e che a differenza del musicista professionista, non ha come fine la perfezione esecutiva e/o il virtuosismo finalizzato alla buona riuscita della performance quanto l'adozione di pratiche musicali (ascoltare, cantare, suonare, comporre, eseguire, improvvisare, muoversi sulla musica ecc.) che hanno come obiettivo quello di costituire una "possibilità" alternativa e complementare ad un altro essere umano per realizzarsi massimamente come persona. In questo mio pensiero sulla musicoterapia basata sulla musica, l'uso "funzionale" degli strumenti è un nodo centrale. Molte persone si spaventano all'idea di sviluppare competenze su più di uno strumento. La cosa è certamente condivisibile se il nostro fine è quello di diventare dei virtuosi. Quello che interessa al musicoterapeuta però è un'altra cosa. In quest'ottica un semplice accorgimento ci permette di usare immediatamente una chitarra per accompagnarci con un "pedale" armonico mentre lavoriamo con i nostri utenti. Lo stesso accorgimento rende lo strumento più accessibile anche all'utente. Come si fa?
Normalmente l'accordatura della chitarra prevede che le corde, partendo dalla più grossa di diametro, siano intonate rispettivamente sul MI, LA, RE, SOL, SI, MI. Questa combinazione è la più ergonomica quando dobbiamo schiacciare con i polpastrelli della mano sinistra le corde per ottenere dei suoni decenti. Se noi proviamo a suonare solo con la mano destra le sei corde dello strumento (senza schiacciare nulla con la sinistra), il suono che verrà prodotto è tutt'altro che piacevole all'orecchio. Possiamo rimediare al tutto accordando la chitarra come segue (sempre partendo dalla corda più grossa) MI, SOL#, MI, SOL#, SI, MI. In questo modo il suono prodotto sfregando con la mano destra le sei corde è già di per se un suono armonico (si tratta dell'accordo di Mi Maggiore). Ovviamente le accordature aperte sono più di una e non necessariamente in maggiore. Questo apre molteplici possibilità per l'uso di questo strumento in un incontro di musicoterapia. Provare per credere.

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4 commenti:

arpista ha detto...

Non avevo mai pensato a questo tipo di problema!effettivamente l'accordo che se ne ricava sfregando contemporaneamente le sei corde vuote è fastidioso... bellissima idea!:-)

Valentina

Paolo Alberto Caneva ha detto...

A volte le cose più semplici sfuggono ;-)

stefano taglietti ha detto...

Ciao Paolo
innanzitutto grazie per averci dato la possibilità di condividere informazioni preziose e soprattutto aperte.
Per quanto riguarda l'accordatura della chitarra, io normalmente utilizzo quella di Re maggiore, aperta o meno, con, partendo dalla sesta corda, RE LA RE FA# LA RE oppure lasciando il sol. E' stata una "necessità" per interagire con bambini con gravi compromissioni motorie ma con un incredibile desiderio di produrre suono. LAvorando da sdraiati il gesto residuo del braccio e della mano arriva a toccare le corde e, essendo le stesse intonate, a permettere un'interazione con il canto o con altri strumenti.
Io mi sono fatto costruire da un amico liutaio due strumenti a corde, un salterio piccolo con corde in nylon che può essere suonato anche sulla carrozzina, ed uno grande sagomato alla base in modo tale da essere appoggiato a terra e contemporaneamente alla pancia del bambino /ragazzo in modo da fargli sentire le vibrazioni. L'ho utilizzato anche in un laboratorio con gestanti. L'unico problema è che è molto ingombrante ed è fisso nella mia stanza, posso portarlo in giro poco.
le accordature possono essere su pentatoniche o diatoniche in funzione dell'utilizzo.
A presto, e grazie ancora
Stefano

Paolo Alberto Caneva ha detto...

Ciao Stefano, grazie per il tuo grazie!
invito anche te, perchè davvero è molto semplice, a creare un blog. Il mio sogno sarebbe quello di creare dei diari aperti con foto, audio, parole sulla musicoterapia agita...quella che facciamo tutti i giorni....scambiarci suggerimenti pratici..un pò quello che sta accadendo...le teorie sono già sui libri stampati...qui potremmo far crescere le "procedure", le storie, gli episodi che ci capitano nel nostro lavoro..
ciao
paolo